Montalbano Elicona
Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria

Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria

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Situata nei pressi del castello, questa chiesa fu ricostruita nel 1344 e conta tra gli elementi architettonici più significativi dell'intero borgo. La pianta è più complessa di quanto la piccola dimensione dell'edificio lasci immaginare: un'unica navata, con la sacrestia interposta tra il presbiterio — ricavato addirittura da un antico torrione sporgente dalla cinta muraria medievale — e il resto della struttura. È soprattutto il prospetto a raccontare le trasformazioni subite nel tempo: il portale, apparentemente romanico, è in realtà riconducibile allo stile gotico-catalano, a metà strada tra quello della chiesa di Sant Feliu nei pressi di Barcellona e dell'abbazia di Catí a Valencia — un'eredità diretta della dominazione aragonese in Sicilia. Vi si affiancano mensole e modanature di gusto rinascimentale, un merlo ghibellino in antefissa e velette campanarie che fanno pendant con le merlature del vicino castello: un insieme di tecniche e linee di epoche diverse che compone, secondo gli studiosi, un'armonia sorprendente. Anche l'interno è stato definito "un piccolo manuale di storia dell'arte": i sostegni scolpiti delle capriate seicentesche, i capitelli delle colonne con gli abachi espansi da cui si diparte un arco trionfale a scacchiera dalle modanature spigolose — che richiama quello di Santa Maria dei Miracoli a Siracusa — e la volta a crociera del presbiterio, che riporta alle costruzioni dell'epoca di Federico II. Vi si custodisce ancora la pregiata statua marmorea di Santa Caterina, attribuita alla scuola dei Gagini, e sul parapetto dell'altare una "Cena Domini" attribuita alla scuola di Guido Reni.

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Il portale gotico-catalano

Il portale gotico-catalano

Il portale d'ingresso, a un primo sguardo di aspetto romanico, è in realtà un raffinato esempio di gotico-catalano, stile importato in Sicilia al seguito della dominazione aragonese tra Trecento e Quattrocento. I suoi confronti più stretti si trovano addirittura fuori dall'isola: nella chiesa di Sant Feliu, nei pressi di Barcellona, e nell'abbazia di Catí, in provincia di Valencia — un filo diretto che collega questo piccolo borgo dei Nebrodi alla Corona d'Aragona. (Foto: Vallelerio, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0)

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La leggenda dei templi pagani

Una suggestiva ipotesi, avanzata da alcuni appassionati di storia locale, lega la Chiesa di Santa Caterina ad altri edifici sacri del borgo — la Chiesa dello Spirito Santo, con cui condivide diverse affinità architettoniche, la ricostruita Chiesa di San Michele e il rudere della Chiesa di San Biagio. Per la loro posizione, per la pianta a "tau" e per l'esposizione verso est, queste chiese sarebbero state edificate sulle rovine di antichi templi pagani, a delimitare l'antica spianata addossata al borgo fortificato: la stessa area su cui, nel 1926, sarebbe sorta l'attuale piazza cittadina. Una suggestione che, vera o meno, testimonia quanto la memoria collettiva di Montalbano intrecci fede, storia e leggenda in un unico racconto del proprio passato.

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